Quante volte le aspettative che ti sei fatto su quella persona o situazione non hanno rispecchiato la realtà?
In ogni epoca l’uomo ha assunto la tendenza di attribuire agli altri le proprie convinzioni e percezioni, con la pretesa e l’illusione, che questi mettano in atto le azioni (o abbiano le reazioni), che ci attendiamo da loro. E quando questo non accade, sprofondiamo spesso nella frustrazione e nella delusione.
Ma cosa sono queste “aspettative”?
Non sono altro che le convinzioni personali riguardanti eventi che possono verificarsi o meno. In sostanza sono ipotesi sul futuro che scaturiscono da una combinazione molto articolata dei nostri desideri, esperienza e conoscenza del mondo che ci circonda.
A noi infatti, piacerebbe credere che le nostre decisioni vengano prese sempre sulla base di dati oggettivi, ma la realtà è che le costruiamo sulle aspettative che abbiamo creato e quindi sul raggiungimento dei risultati che ci attendiamo.
Basti pensare che quando qualcuno in cui riponiamo molta fiducia ha un comportamento diverso da ciò che ci aspettiamo andiamo in crisi. Ma la situazione diventa più importante, quando ciò accade in occasione di decisioni che ci coinvolgono affettivamente, dove l’aspettativa non soddisfatta può portare a vere reazioni di rabbia o generare nei casi più gravi depressione.
Ora non si sta dicendo che bisogna evitare di farsi delle aspettative, bensì, imparare a distinguere quelle che possono essere realistiche da quelle non realistiche, cercando di “dominarle” con le corrette strategie.
Di fatti in genere, se anticipiamo mentalmente ciò che può accadere, possiamo preparare un piano d’azione in modo tale che la vita non ci colga sempre di sorpresa.
Ma è necessario assumere un atteggiamento mentale che prevenga la formazioni di quelle “aspettative erronee”, osservando la realtà attraverso gli occhi degli altri ed evitando di irrigidirci sulle nostre prospettive.
Perché non dimentichiamoci che le aspettative rimangono comunque semplici probabilità, perciò, se si desidera che qualcosa accada è necessario assumersi la responsabilità delle proprie scelte abbandonando la posizione da “attendista” fondata sulla convinzione che gli altri indovinino quello che noi ci aspettiamo da loro.
E ricorda: “Le cose migliori della vita sono inaspettate perché non avevamo aspettative”. – Eli Khamarov
DOTT. MATTEO MARRONE
Psicologo dello sviluppo e dei processi socio lavorativi
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