Coerenza. Quanto spesso sentiamo questa parola nella nostra quotidianità?
A lavoro, nello studio, nella vita.
Il principio di coerenza è un tema caro quanto inossidabile nell’uomo, nonostante la storia ci abbia insegnato (e dimostrato) che quella estrema, a senso unico, sia stata causa anche di atroci esiti. Basti pensare a guerre e conflitti che hanno costellato la nostra specie in nome di una coerenza a tutti costi.
Il principio della coerenza ha radici ben lontane e trova fondamento nella filosofia di Aristotele, che quando lo formulò come criterio della sua logica, faceva riferimento alla coerenza interna, e non alla modalità con cui alcune persone si ostinano a difendere le proprie posizioni (anche di fronte all’evidenza del fallimento).
Con ciò, non si ha intenzione di negare il valore fondamentale della coerenza, di cui va sottolineata l’importanza come elemento funzionale della propria vita, ma si pone l’accento sulla necessità di distinguerne l’applicazione disfunzionale che può assumere un risvolto pericoloso, per se stessi e gli altri.
Come fare?
Comprendendo quali sono le premesse che ci inducono ad essere coerenti, proprio perché se la premessa è errata, utilizzare la coerenza (e quindi un comportamento potenzialmente corretto) può condurre a risultati disastrosi.
Pare strano, ma la nostra vita di tutti i giorni ne è ricca di esempi.
Dal campo personale a quello professionale. Quante aziende, nell’attuale mondo del lavoro in continuo cambiamento, chiudono battenti perché si ostinano a rimanere aderenti ai propri obiettivi produttivi (che in passato sono stati efficaci) ma oggi non si evolvono adeguandosi ai cambiamenti del mercato!
Perciò la coerenza, quando da strumento utile di difesa dei propri principi ed idee si trasforma in puro dogma, diventa causa del nostro esserci resi rigidi e soprattutto dell’incapacità di adattarci ai cambiamenti minando proprio uno dei principi fondamentali della sopravvivenza degli esseri viventi, ovvero quello dell’adattamento.
Detto ciò, non rimane che accettare il fatto di essere degli umani!
Come tali “oscilliamo” costantemente, perciò dato che la coerenza assoluta non ci appartiene per natura, inizia ad evitare di giudicare gli altri e te stesso quando certe volte non sei coerente.
Sii in linea con i tuoi valori e ideali ma quando tendi ad irrigidirti e senti nascere un conflitto, ragiona su cosa sta avvenendo davvero e accogli la possibilità di essere più flessibile.
E ricorda: “Si può conseguire coerentemente uno scopo per tutta una vita, se quello si sposta di continuo.” – Stanislaw Jerzy Lec
DOTT. MATTEO MARRONE
Psicologo dello sviluppo e dei processi socio lavorativi
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